Abitudini rassicuranti: la mia colazione

Tutti i giorni faccio la stessa colazione alla stessa ora da ormai parecchio tempo. Credo sia diventata ormai una abitudine senza la quale non riuscirei più ad affrontare la giornata in modo positivo. Non starò qui a snocciolare abitudini da Wonder Woman del tipo che mi alzo alle 5 del mattino, vado a correre per un’ora, e quando le pink si svegliano io ho già fatto 2 lavatrici, preparato il pranzo, è portato a termine tre progetti lavorativi. No, decisamente no. Mi sveglio alle 6 e 45 e non faccio colazione fino alle 9. E in quel lasso di tempo mi faccio la doccia, mi vesto. e accompagno le bimbe a scuola. Se le principesse sono puntuali con la loro colazione, i vestiti e i denti a volte mi permetto di caricare la lavatrice o adirittura di consegnare al marito il sacchetto del rifiuto umido visto che la sua macchina è parcheggiata più vicina della mia al bidone marrone.
Finalmente arrivano le 9 e io posso dedicarmi al mio rituale mattuttino. Per prima cosa cerco la ciotola color mattone, lucida, rigorosamente proveniente dall’Ikea. Ne ho anche di turchesi ma vai a sapere il perchè non mi stanno particolarmente simpatiche.
L’ingrediente numero uno fondamentale del mio intruglio pasto è l’immancabile crunchy muesli la parte allegra e croccante della mia mattina. Ne metto 25 grammi né di più né di meno, una quantità che mi è rimasta nella testa dai tempi di una dieta ipocalorica fatta per passare da mamma rotonda post gravidanze a mamma (quasi) in forma. Dalla croccantezza del muesli si passa poi alla sensazione liscia e vellutata dello yogurt, rigorosamente di soia visto che i latticini non rientrano nel mio menù. L’esperienza di preparazione si conclude con la scelta ed il taglio a pezzetti della frutta fresca. In questo periodo la fanno da padrone le fragole assieme a mezza banana, fra un po’ albicocche e pesche e talvolta mi concedo il lusso dei frutti di bosco, mirtilli soprattutto.

Questa colazione mi piace perchè è buona, fresca, croccante e molto saziante. Mi dà energia e mi permette di arrivare all’ora di pranzo interrompendo la mattinata solo con un frutto. La trovo una bella abitudine, rassicurante e per nulla noiosa come magari alcuni potrebbero pensare. Io amo molto le abitudini, mi danno sicurezza e mi permettono di vivere in modo più sereno. I ritmi costanti che scandiscono le mie giornate sono essenziali per garantire una vita ordinata non solo a me ma a tutta a la famiglia. Cullarsi nell’evolversi della giornata, della settimana e delle stagioni mi fa sentire tranquilla e la tranquillità datami da questa quotidianità mi permette di avere più energie per affrontare tutti quegli imprevisti che a volte rompono questa routine.

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Sul tempo passato, sui cambiamenti e su di me

Ovvero di come il passare degli anni ci mostra prospettive diverse su ciò che è stato ma anche su ciò che potrà essere.
A trent’anni suonatissimi, che farei prima a dire trentasette, mi sono fermata per la prima volta in questo vivere frenetico, ho fatto un passo indietro e ho cominciato a fare la prima vera riflessione (semi)seria sul mio posto nel mondo.
Come prima cosa mi dico brava, perchè un po’ di incoraggiamento ci vuole sempre ma anche perchè in fondo credo di esserlo abbastanza. Ho riletto delle cose scritte altrove anni fa e ho fatto molta fatica a riconoscermi, questo perchè sono cambiata, molto e trovo la cosa, indipendentemente dai risultati, un segno di grande crescita. C’era una volta una donna fragilina e isterica con due figlie piccolissime e con un lavoro appena perso. C’erano i pianti, le litigate, il pessimismo cosmico e i perchè capitano tutte a me. Se la incontrassi ora le direi di darsi una pettinata e una svegliata perchè tutto il pacchetto di cui sopra non porta in nessun posto.
Adesso vedo una persona diversa, una persona che ha camminato tanto e sente di aver trovato un suo piccolo punto di equilibrio che le permette di stare su e far scivolare via tutto (o quasi) quello di cui non ha bisogno.
Dall’esperienza degli ultimi anni ho imparato quanto mutevoli siano le situazioni. Quanto le cose belle non siano eterne (ma il loro ricordo e ciò che ci hanno lasciato, sì) e di quanto non lo siano pure le cose brutte, le situazioni insolite, i momenti poco chiari. L’universo è in continuo movimento e noi con esso.
E in questo universo mutevole io vivo senza troppo chiasso la mia vita pink&green. Un continuo sali scendi tra vestiti, bambole e brillantini rosa, e la scelta di uno stile di vita molto verde. Una famiglia piena di femmine che cerca di vivere nel modo più sostenibile possibile (o almeno ci prova!).

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