Decluttering per semplificarsi la vita

Svuota, svuota, svuota. Via tutto, via tutto. Dai via che non ci serve. Prepara le scatole.

Frasi tipo mantra che aleggiano negli ultimi giorni in casa nostra. Perché il depurarci passa anche da questa operazione. Mi sono guardata in giro e ho deciso che per riprendermi da questo periodo di forte stanchezza bisogna alleggerire anche l’ambiente che mi circonda. In famiglia è così cominciata una fase di decluttering e se per quello mentale ci vorrà tempo e pazienza, per quel che riguarda la casa i risultati sono immediati e molto soddisfacenti. Stiamo rivedendo ogni stanza e la stiamo svuotando senza pietà. Chi ha passato l’infanzia negli anni ’80 come me sa di essere figlio di un periodo tremendamente sprecone e consumista. Tanta bella plastica, centinaia di oggetti inutili, carrelli della spesa stracolmi di progresso sotto forma di merendine e cibi surgelati. Siamo quelli cresciuti a biberon anche se non serviva perché la tetta non andava di moda. Svezzati a pochi mesi con omogeneizzati pieni di ormoni. Tante Barbie e bamboline, cartoni animati giapponesi e regali, regali, regali. Non è colpa nostra se diventati adulti ci siamo riempiti le case (mini) di oggetti, di cibi pronti, di illusioni.
Ma siamo diventati bravi. Senza che nessuno ci dicesse nulla la nostra generazione ha capito che così non può andare avanti. Ci avete fregato con pesticidi e plastica e noi ora rivoliamo la libertà di ragionare con la nostra testa e di circondarci solo di ciò di cui abbiamo realmente bisogno. Mangiamo biologico, giriamo in bicicletta, diamo ai nostri figli cibo ed intrattenimento sani. E vivere nel caos delle nostre case sature di cose che non sentiamo più nostre ci fa soffocare.

Svuotare è ormai una necessità. Non accumulare più, un obbligo.

Così siamo partiti per questa impresa titanica. Se volete imbarcarvi anche voi in questa attività salutare la cosa più importante è l’organizzazione. Dovete pianificare il lavoro.

Noi facciamo i lavori grossi nel fine settimana. In due è più facile e anche divertente. Ci si supporta quando si dice addio alla nostra maglietta preferita taglia XXS delle medie, si trovano soluzioni per rendere la casa più funzionale. Ogni settimana prendiamo in considerazione una stanza e svuotiamo tutti mobili per controllare ogni cosa. Ci serve, non ci serve, questo potrei darlo a tizio, quei vestiti li portiamo alla Caritas, questo elettrodomestico funziona bene magari potremo venderlo, tutti quei giochi li mandiamo in parrocchia, questo è rotto si butta… mamma mia quante cartacce da riciclare. Sono queste le considerazioni che facciamo. All’inizio è un po’ dura ma quando si vedono le borse pronte a partire sul pianerottolo e in casa si inizia a respirare allora la soddisfazione è assicurata.

La prendo anche come una lezione di vita. Mi sento una sprecona quando mi accorgo di quante cose mi sono circondata di cui non avevo bisogno, ma cerco di prendere il tutto come una occasione per imparare e non ripetere più l’errore. Da oggi sto moooolto più attenta ai miei reali bisogni prima di far entrare qualcosa dalla porta.

Tutto questo movimento mi ha anche fatto venir volglia di dare una rinnovata alla casa. Un po’ di vernice, qualche cambiamento… Ho molti programmi!

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Un’estate con i bambini

La scuola è ufficialmente finita e le pink passeranno a casa i prossimi tre mesi. Sono tanti, sono pochi, sono leggeri, sono pesanti. Come ho scritto la settimana scorsa quest’estate vorrei che le mie bambine non facessero le corse tra un centro estivo e l’altro ma piuttosto che riscoprissero il piacere di stare a casa, di giocare fuori e di annoiarsi.
Il lavoro da libera professionista ha un sacco di difetti e disagi ma almeno mi permette di gestire la vita della famiglia come meglio credo.

Dopo un anno a scuola con orari e impegni la prima cosa che faccio e lasciare alle bambine una settimana di sfogo. Sono ancora cariche e nello stesso tempo stanche (binomio tragico conosciuto da ogni genitore) ed hanno proprio bisogno di buttar fuori il periodo appena passato. Al termine di questa settimana ce ne andremo al mare in un posto meraviglioso, come ogni anno a giugno, come ogni anno solo tra donne. La scuola sarà ormai un ricordo e ci tufferemo letteralmente nelle vacanze. Tornate a casa avremo la nostra routine estiva, un po’ pigra e un po’ sportiva, fatta di piscina, giochi all’aperto, libri, bambole e lavori a maglia.

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Scuola finita

E anche quest’anno è arrivato. Domani sarà l’ultimo giorno di scuola per le mie bimbe pink. Come accade sempre arrivano a questo mese piuttosto stanche, felici degli splendidi momenti vissuti a scuola, dei giochi fatti, delle cose imparate (ormai si legge a tutto spiano) ma anche ansiose di riposare, di non alzarsi più all’alba, di dover fare parecchia strada in auto e finalmente godersi la loro casa, le loro cose, le vacanze al mare e i tuffi in piscina.
La tranquillità e il non fare programmi a lungo termine sono le mie idee principali. I centri estivi sono indubbiamente un grande aiuto per chi lavora fuori casa tutto il giorno o per chi preferisce mantere i bambini super attivi anche d’estate. Potendo scegliere ho optato per tenerle a casa in tranquillità eccetto che per una settimana in cui mi hanno chiesto di poter andare in fattoria con i cavalli e ovviamente ho detto di sì.
Personalmente ho sempre visto l’estate come un periodo di decantazione. Le pink hanno un’espressione diversa in questo periodo dell’anno. Meno agitate, meno capricci e più aperte alle attività. Si rilassano dall’impegno scolastico e si immergono nella semplice quotidianità, nel gioco improvvisato e nella quiete (questa a momenti, son sempre bambine!). A volte propongono invece delle attività da fare con me che penso raccoglierò in un post a posito nei prossimi giorni. Ora non mi resta che tirare fuori le infradito e iniziare a godermi questa estate che si prospetta piuttosto calda!

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