Sul tempo passato, sui cambiamenti e su di me

Ovvero di come il passare degli anni ci mostra prospettive diverse su ciò che è stato ma anche su ciò che potrà essere.
A trent’anni suonatissimi, che farei prima a dire trentasette, mi sono fermata per la prima volta in questo vivere frenetico, ho fatto un passo indietro e ho cominciato a fare la prima vera riflessione (semi)seria sul mio posto nel mondo.
Come prima cosa mi dico brava, perchè un po’ di incoraggiamento ci vuole sempre ma anche perchè in fondo credo di esserlo abbastanza. Ho riletto delle cose scritte altrove anni fa e ho fatto molta fatica a riconoscermi, questo perchè sono cambiata, molto e trovo la cosa, indipendentemente dai risultati, un segno di grande crescita. C’era una volta una donna fragilina e isterica con due figlie piccolissime e con un lavoro appena perso. C’erano i pianti, le litigate, il pessimismo cosmico e i perchè capitano tutte a me. Se la incontrassi ora le direi di darsi una pettinata e una svegliata perchè tutto il pacchetto di cui sopra non porta in nessun posto.
Adesso vedo una persona diversa, una persona che ha camminato tanto e sente di aver trovato un suo piccolo punto di equilibrio che le permette di stare su e far scivolare via tutto (o quasi) quello di cui non ha bisogno.
Dall’esperienza degli ultimi anni ho imparato quanto mutevoli siano le situazioni. Quanto le cose belle non siano eterne (ma il loro ricordo e ciò che ci hanno lasciato, sì) e di quanto non lo siano pure le cose brutte, le situazioni insolite, i momenti poco chiari. L’universo è in continuo movimento e noi con esso.
E in questo universo mutevole io vivo senza troppo chiasso la mia vita pink&green. Un continuo sali scendi tra vestiti, bambole e brillantini rosa, e la scelta di uno stile di vita molto verde. Una famiglia piena di femmine che cerca di vivere nel modo più sostenibile possibile (o almeno ci prova!).

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